Un’altra notte insonne, stesso
groppo in gola di sempre.
Avevo sentito parlare della
rabbia, ma era una cosa che non mi toccava. Certo, i 5 minuti di incazzatura li
abbiamo tutti, ma parlo di quella rabbia che ti porti dentro per tanto tempo e
non riesci a farla evaporare in nessun modo. Così passano i giorni, i mesi, gli
anni… senza che tu possa riuscire a controllarla del tutto. Ci sono dovuta
finire dentro, per capire cosa vuol dire… è collera che ribolle nelle vene,
accende le ferite e annebbia la vista. Sono arrivata a pensare di voler
picchiare a sangue qualcuno ed è diventato uno dei miei sogni ricorrenti. Forse per qualcuno è una cosa normale, ma per me non lo è. Non avevo mai
pensato a una cosa del genere, non sono una persona che picchia la gente, che
perde la testa, non sono una persona violenta. Eppure ci sono stati momenti in
cui lo avrei fatto. Non so precisamente cosa mi abbia trattenuta. Fortunatamente,
ho superato questa fase man mano e la mia aggressività è finita sottochiave. Ora
la mia rabbia si è trasformata più in un qualcosa di simile a un grido di
dispiacere. E non mi passa. Certi giorni va meglio, certi giorni semplicemente
non riesco a sopportarlo. Mi sento consumata, sono stanca di stare ancora qui a
pensare e a ripensare sempre le stesse cose, cose che non meritano di essere
pensate, cose che non cambieranno mai… vorrei semplicemente andare a dormire e
svegliarmi domani mattina non ricordando più nulla.
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