14 ottobre 2012

I see your smile.

Caro amico immaginario, in questi giorni mi è capitato di passare in un posto pieno zeppo di ricordi. Mi ci sono ritrovata catapultata dentro, senza nemmeno che me ne rendessi conto. Davanti a me c'era la Chiara di qualche anno fa che passeggiava per quella strada, che aspettava l'autobus, che parcheggiava la macchina, che passava a prendere qualcuno, che entrava di soppiatto dalla finestra, che bussava il citofono, che comprava pantaloncini. Ogni volta che ci passo mi fa questo effetto, perché almeno in quel luogo sembra non essere cambiato niente, sembra che il tempo si sia fermato. Questo pensiero mi ha riportato di nuovo a chiedermi come sia possibile che sia andata a finire così. Non ha senso, non è giusto. Vorrei capire qual è stato il momento esatto in cui le cose sono cominciate ad andare storte e a scivolarmi da mano...